INEDITO DI MARIO M. GABRIELE DA “REGISTRO DI BORDO”

E’ tornata Milena.
Mi riconcilio con Pound e The Shorter Poems.

Suona il Jukebox di Ginsberg
Chi ricorda Tambourine man?

Sono con te Rosmima, con te e Baby Bull.
Che dice oggi il meteo? Si può andare a Parigi?

Da un morso di serpe è nato un fiore.
Karima sa come accendere il fuoco.

Dormi se vuoi. Così ti abitui alla morte.
Adam è tornato a rivedere la barista di Fellini.

Non credo sia possibile parlare con Dio.

Chi scriveva ai posteri
non sapeva di mandare la lettera ai fantasmi.

Dalla roccia non esce più acqua.
Ella Fitzgerald va oltre Lady be good.

Un enorme telone di iuta ritrae Picasso.
Ma ciò che più mi attrae sono Guernica
e Les demoiselles d’Avignon.

La bromelina ha ridotto l’edema.
E’ caduto dal muro il Bacio di Klimt.

L’osteria all’uscita da Como vendeva alcaloidi
per il lungo viaggio fino a Donnalucata.

Jang  Son Bai ha di nuovo acceso un haiku.
I capricci di Buddha lo tengono in vita.

L’anima di Fred non trova posto nel Paradiso.
Chi ha oscurato la Luna?

E’ pazzo il fiume che straripa.
Ho deciso. Resto nel buio.

l’Arcangelo ha detto: -andate in ogni luogo
perché questa è la terra del Signore,
la luce del giorno-.


Commenti alla poesia pubblicati su Facebook

Lucio Mayoor Tosi : Qui vai per una strada (privata) che io credo di conoscere. Io li chiamo “titoli”, non sapendo in quale altro modo… A volte anche con meno legami. Felicissimo.

Edith Dzieduszycka : sembrano quasi haiku. Li chiamerei scollegamenti

Francesca Dono : Hai una creatività immensa Mario M. Gabriele!!

Letizia Leone : Testualita’ densissima. La potenza di certi versi incastonati in una apparente estraneità del dettato viene accentuata dal procedimento frammentario e destabilizzante…Esiti espressivi nuovi e potenti

 

3 thoughts on “INEDITO DI MARIO M. GABRIELE DA “REGISTRO DI BORDO”

  1. Poesia in distici, in continuo rimbalzo e scheggiatura. Lettura esclusivamente sensoriale, dovuta ad una plasticità linguistica che non disdegna l’ironia. Difficile captare emozioni e sobbalzi dell’anima. Questo carattere poetico, così fluido e magmatico, porta in superficie un altro modo di essere e di concepire la struttura della poesia, senza compromettere l’incubazione del verso.

  2. caro Mario Gabriele,
    attiro la tua attenzione su un punto: io eliminerei qualche punto alla fine di ogni distico e lavorerei di più sui legamenti tra un distico e l’altro in modo da rendere la struttura in distici meno prevedibile, sfuggente a qualsiasi regolazione dall’alto. Penso che il livello estetico ne guadagnerebbe e anche l’imprevedibilità.

    • caro Giorgio,
      bene fai a puntualizzare e mettere in evidenza proposte e idee sui distici. Il fatto è che questi ultimi sono da me concepiti come “frammenti”, scarti di illuminazione, sintesi di un pensiero. Se venissi meno tornerei a fare la poesia -racconto. Andare a capo, dopo il distico non ultimato nella idea che si vuole esprimere, significherebbe creare delle artificiosità che balzano subito agli occhi del lettore. Tu dici che agendo su questa riforma il distico ne guadagnerebbe e anche l’imprevedibilità. Riconosco che operare esclusivamente su due frasi non è facile, ma se osservi bene l’estetica converrai che qualcosa diventa una dissonanza creativa. Ecco un esempio.
      ……………………………….
      “Ieri sono stato a Parigi a cercare Rimbaud
      e le sue Illuminazioni.

      (vuoto lasciato senza una ragione) per proseguire poi con
      ………………………………
      ma non sono bastate a far brillare la notte,” e via dicendo fino a creare un altro distico e addirittura una terzina. Vedo che anche altri autori usano il distico nella fase terminale di due versi. Si reperisce in questo modo una sorta di dinamometro con il cosiddetto”apri e chiudi”. Ma potrei trovarmi pure a redigere un concetto che superi il distico, e allora in questo caso preferisco fare e costruire la terzina o la quartina e via dicendo, senza lo spazio intercorrente tra un distico e l’altro per finire un concetto. Ecco il mio parere, ma se ci pensi bene, non sembra impossibile. Si tratta solo di sintetizzare il distico. Fammi sapere.

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