MINI BOOK (2024)





COMMENTO CRITICO DI VINCENZO PETRONELLI
La poesia di Mario M. Gabriele ha un valore che potremmo definire epifanico, segno tipico del resto della grande poesia, quella materia misteriosa che riesce a trasformare in parole ed illuminare il magma ispirativo iniziale del poeta, la sua folgorazione creativa. In Reperti metropolitani, appena uscito per i tipi della Gabdesign, ritroviamo racchiusa appieno la cifra intellettuale, nonché l’intero percorso di ricerca poetica dello scrittore molisano. Nel suo lungo itinerario, avviatosi con le sue prime pubblicazioni che datano agli anni ’70 (la sua prima raccolta è infatti Arsura del 1972), Gabriele si è caratterizzato per un lavoro certosino ed encomiabile svolto sull’affinamento del linguaggio e dei canoni espressivi della poesia, distinguendosi – in un panorama complessivamente statico in questo senso, quale quello della produzione poetica italiana – come uno dei pochissimi veri innovatori; un’innovazione però, non fine a sé stessa (cioè non limitata al solo piano stilistico, che per i risultati raggiunti da Gabriele sarebbe già stata una connotazione meritoria), ma che si declina anche nell’ampliamento del quadro di quello che si suole chiamare il “dicibile” poetico, vale a dire l’estensione dell’ambito della trattazione poetica. rispetto all’usus scribendi tradizionale. A suo ulteriore merito peraltro, va sottolineato il fatto che Gabriele non si è limitato a scomporre i modelli di versificazione prevalenti nella tradizione italiana a partire dagli anni ’80 (gli anni del ripiegamento nella cultura italiana sulla sfera del personale dopo l’epoca dell’impegno e del primato del sociale e del politico), per trovare un punto di ricomposizione in un modello di equilibrio, in cui la tradizione non viene frantumata, bensì risulta rigenerata in un’operazione di purificazione linguistica ed espressiva, necessaria per individuare una strada che ponga anche la poesia italiana sulla scia della post-modernità.
Un connubio, quello fra tradizione e modernità che in fondo riassume l’itinerario non solo poetico, ma anche culturale-esistenziale di Mario Gabriele, che dall’atelier poetico della sua Campobasso, ha trovato l’humus ideale per realizzare tale sincretismo, lontano dalle suggestioni salottiere o dagli strali avanguardistici di Roma e di Milano. In Reperti metropolitani, sembra suggellarsi il progetto di Mario M. Gabriele in questi ultimi vent’anni, quello cioè di  rielaborare la «materia» poetica, attraverso la disarticolazione dei nessi semantici tradizionali, in un contesto in cui ad esempio la metonimia si sostituisce all’uso “piano” della scrittura, in cui inserti tratti da citazioni letterarie,  da echi musicali jazzistici, da tracce filosofiche,  reminiscenze cinematografiche, dal glossario del mondo digitale, da prestiti linguistici, dall’onomastica e dalla toponomastica, vanno a costituire una fitta rete di soluzioni espressive che ampliano il terreno poetico. Il quadro narrativo disperde l’unità spazio-temporale per concentrarsi invece sulla ricerca dei nessi profondi che illuminano il percorso storico e cosmico, tra rotture e costanti, vagando nel tempo e tra i luoghi, alternando il vissuto e l’immaginato o il percepito, il reale e l’onirico, all’interno un quadro stilistico in cui la metafora, strumento privilegiato dell’espressività poetica, si incastona all’interno di un registro linguistico descrittivo che consente una dilatazione dell’osservazione poetica; Gabriele rende possibile tutto ciò, procedendo con una scrittura per frammenti o brevi passaggi paratattici a ricostruire un possibile continuum nell’itinerario umano, esaltato anche dalla struttura in veste di poema dell’opera, dove i vari componimenti vanno a costituire in realtà un unicum. 
Già nel brano d’apertura della raccolta, Gabriele ci fa subito entrare nel vivo della cifra specifica – oltreché della qualità – della sua scrittura: “Le cose in cui credevi/non erano come voleva Molly/ma hub tecnologici. /Eppure c’era stato un dream cosmico/su Vogue British che allarmava/il mattino appena nato. /Filosofia e scienza portarono Barrow e Tipler/al Principio antropico fino al Big Crunch/di Rudolf Clausius./ I am not era l’unica epigrafe di James/lasciata alla Berlitz school.” In realtà, siamo di fronte ad un’impalcatura poetica che prende le distanze dallo sperimentalismo strictu sensu (il cui limite in molti casi è l’autoreferenzialità, cioè il gioco della costruzione testuale in sé) ed in cui la tendenza elegiaca si diluisce nel tono narrativo; analogamente,  le immagini e citazioni riportate, rifuggono da  qualsivoglia intento didascalico o di autocompiacimento ed anche la loro valenza simbolica, si accompagna alla funzione riempitiva che le stesse immagini assumono di fronte allo svuotamento dell’universo significativo tradizionale, nella liquefazione delle relazioni di senso che caratterizza il mondo attuale. In effetti a ben vedere, è proprio questo il senso ultimo del percorso di ricerca che ci propone Mario Gabriele: non solo il rinnovamento estetico di una tradizione stilistica impaludata, indirizzandola verso un’ottica più ampia, ma l’individuazione di una struttura semantica in grado di riflettere nella poesia, la frantumazione dell’ordine cosmico attuale e restituire in sostanza alla poesia la sua vera essenza d’arte, insita nell’operazione mimetica della realtà. Gabriele si assume in pratica una responsabilità enorme, quella di decretare la morte della poesia novecentesca e di colmarne il relativo vuoto, possibilità che egli sembra intravedere in una sorta di metapoesia, in un incontro con altre forme espressive in cui la poesia ripulita da calchi ed incrostazioni – grazie alla sua capacità di ricreare, re-inventare il mondo  – si  pone come caposaldo di tale progetto di palingenesi creativa; rientra in quest’orientamento anche il suo disinteresse ad esprimere giudizi, sostituiti da tracce di rappresentazione, direttrici narrative che il lettore può ricomporre ed interpretare in base alla propria sensibilità. 
La rappresentazione artistica del caos e dello spaesamento del mondo moderno – sembra volerci dire Gabriele – passa evidentemente attraverso la destrutturazione dei discorsi classici, che sono quelli ufficiali, quelli dell’ordine costituito ormai frammentato: e dunque è nei residui di quotidianità, dispersi nei meandri dei nostri luoghi esistenziali, tra i relitti metropolitani appunto, che ci si offre l’opportunità di ricostruire il costrutto della storia recente del mondo e delle sue correlazioni antropologiche, a patto di attuare un’operazione rivoluzionaria come suggerisce Gabriele e cioè saperci distaccare dall’involucro rassicurante delle rotte della poesia dell'”io” e dotarci degli strumenti per saper scoprire dimensioni altre della narrazione e della costruzione dell’universo.

(Nota critica apparsa su Free zone -giannizuretti.com - 14 marzo 2024).

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1

Spettava a Coleman
dedicare un Open Day alla poesia.

Fare reading nei circoli universitari
è come augurare la buonasera ai vivi e ai morti.

New York ha dato uno spazio di mutuo soccorso
ai ragazzi di Chelsea Hotel.

La vera storia di Mario Pagani
la sta scrivendo Gaudì
incontrando per strada
amici disposti a parlare.

Donna Luigina voleva aprire una startup
di piccoli casellanti
provenienti dalle stazioni del passato.
Qualcuno azzarda fiction,
ma è sempre il dottor Moon
a indicarci la strada fuori dalla Sars-Cov 2
e Covid 19.
In via Ranucci ci sono videoclips
con graffiti e Street art.
Barkeley pensa a un plot di back-story
su come debba essere l’esterno di cielo e terra.

Ci sono effetti visivi
che evocano situazioni oniriche.
Alla Royal School
hanno dichiarato la poesia evento bara.

Come stai Marisa?
Tutto bene?
Perché non hai chiesto aiuto
quando Barak ti chiedeva la deriva della vita.?


2

L’inverno non poteva disarmare le Boutiques
di Patek Philippe con i libri in retrobottega,
prima di caricarli su una Land Rover
abbandonandoli chissà dove.

C’erano le tesi da salvare,
limitare le prefazioni,
il metalinguaggio,
i caratteri alfabetici,
le prime di copertine,
dare una mano a Lagerdof
per il suo male oscuro.

-Resto qui, con le mie Lucky Strike
se dovesse germogliare il fiordaliso-, disse Philippe.
Fermarsi in un Gourmet era come trovare Joelle,
il meglio dei food, anche con una love story.

Il passato è quello a cui ancora si muove
il sigillo del cuore.
Un pensiero al giorno
fa dell’anima un penny black.

Così mi scrivo una data,
penso ad una stagione,
recupero versi e tempi a sorpresa,
le tue camicie Woolrich
ora che mutano le onde
e segna un posto mezzanotte.


3

A Sissy non piaceva il quadro di Oliver
sebbene Les demoiselles d’Avignon
fossero rimaste nella mente.
L’estate portò onde d’urto.

L’unico a percepire il meteo
fu il gatto americano sopra il tetto.

Cielo oscuro e battute d’arresto.
Chi ha lasciato la casa non è più tornato.
Restano indizi, videocamere accese e spente.

L’America era già troppo bianca
per aprire un’altra industria of war.
Apparve su Apple TV Zucherberg
a riformulare il business.

L’appuntamento era alle sette.
I tram passavano senza Marta Clery.

Fu allora che continuò il rifugio
sfogliando Beckett.
Con un talento upgrade
Rosy mise in luce il dark romance
leggendo il Primo Capitolo.

Un film che avresti dovuto vedere
dopo Colazione da Tiffany era Streetwise.

Cosa racconteranno mai i muri se manca Banksy
a Gerico e a Odessa.

Alle 8 riaprono i magazzini.
La storia di Freddy
è tutta in un doppio campo visivo.


4

Il tuo stile Berwich è una sfida
per i social network
nell’aver rimosso le t-shirts.
A-S. 98 è la sigla di pensieri a basso impatto
con deviazioni underground.

Effetto tonico è la filosofia del futuro
dopo decenni di percussione nella mente.
Che farai ora che prendi tempo
da marzo a giugno
facendo il Superbowl
per lasciare gli oroscopi di Sigfredo?

Succede nella scultura di Henry Moore
-Bozzetto per re e regina – 1952-1953-,
che la figura umana è andata persa,
come quella di Giacometti.

Questa mattina, passando per il cimitero,
l’impresa Blondi ha finito lo spazio
per sistemare Lemon.
Si va da un caffè a un brandy
ad archiviare i vivi e i morti.

Crowdbooks ha allestito un sito commerciale
di mini cultura orientale
per abituare le religioni
a rivedere la storia di Passione e Morte
di Michele Serveto.

La prossima battuta d’arresto
sarà l’inondazione della Fiandra
con nuovi servizi delivery.

Furla ha messo in vendita
le migliori borse per i bitcoin.

Mercatini originali mettono in essere
l’avvento di Natale.

L’idea sarebbe inventarti un caveau
o portarmi un girasole impazzito di luce
nel mio terreno bruciato dal salino.(Montale)


5

Quest’anno ci sono stati eventi
 che ancora ci appartengono.

Da Nord a Sud
villaggi e case deturpati,
videocamere accese,
pozzi artesiani aperti
e Mariette con i suoi oroscopi
di transizione digitale.

Se ti sto accanto è per fugare
le brume affiliate ai tuoni,
senza sapere nulla delle tue preghiere.

Tortura è trovarsi
nel glossario di stilemi e discrasie.

Torna lo sciame dei pensieri.
Un urlo dal terzo piano attraversò le scale.

Non era Ginsberg, ma il Libro dei Mutamenti
dove finiva il ramo del bonsai.


6

Un cappellino alla fine dell’estate
in sintonia con l’architettura esterna
con il Plan Bee nelle dure ore della notte;
magari ti fossi preparata per un total look
alla Conferenza Stampa di Andrea
nel Teatro di Milano.

Alla Live Station ogni contatto con forewoman
era una guida contro il male oscuro.

Alexia riportò una serie di Like
sfruttando il dialetto regionale.
-Ho bisogno di parlarti- disse Eleonora,
già artista di cine scoop.
-Non so come ci si possa esprimere
con tanti Like.?-

Appuntamento con aperture e mostre
era la piattaforma online di oggetti preziosi.
Uno chef propose a Miss Lagostina
torte green con prezzi e qualità.
Altro non desideravamo 
se non le opere interattive connesse con gli store.


Passando per la Carvan Gallery,
dopo la decadenza dei brand, 
c’era l’albero di Natale.
Nadina ne aveva tratto le origini.
Sapeva a chi rivolgersi per le luminarie.


7

Il resort aveva muri di marmo:
tutto uno styling di self portrant.

Le cose e i traumi pandemici presero vie diverse.

Tornò la sindrome di Peter Pan
come scudo allo stress e alle asperità del mondo.

Difficile pensare ad un pamphlet
per una storia che non poteva essere 
ridotta ad un editing tascabile.

La strada non aveva carava
ma ripostigli per clochard.
In un box c’era Felicia Kingsley
a presentare: Ti aspetto a Central Park.
Primo Capitolo con Subject Property.

Bonuel non credeva al fiato lungo
come testimonianza autobiografica.

Chi si preparava ad Alien era pronto anche per AI
chiudendo la botola del passato,
algoritmi e metafore,
gioco metrico stilistico e di analogie foniche.

Come posso aiutarti con le tue discrasie
se persistono gli acufeni e i giorni malandati,
tutto un processo di nullificazione
se neanche Padre Mill
riesce a beatificare le sue notti insonni?

Aspetto solo il ghiblì,  
la fortunata serie di Paradiso amaro
col suo Golden Globe
fuori dalla Trilogia Divergent
e Snowden.


8

Difficile rifare la Notte Stellata di Van Gogh
con olio e tempera su tela
ignorando i followers di Brian Coning
nei circoli Beauty di Nagoya.

Sara e Liot avranno pure trasferite le loro storie
a Rindo Park Drive come notiziari role play,
ma non sanno nulla sui natives di Yellowstone.

Riapre il Depot a Rotterdam.
Le lingue africane rimangono un tabù.

Aida pensa a Celjabinsk
e all’Asteroid Day temendo le cadute di quasar
e buchi neri.

La sera che non ami
è quella che s’incunea nel pietrisco
e fa della vita una fragile voliera.

Tu resisti alla canea,
non superare il borderline
dalla frana che si fende
e lascia a valle ponti e bruma:
il meglio della stagione e della tua tortura.

9

L’ombra non ha agito da copertura
dileguandosi prima di apparire.
Sembrava l’occhio del Tempo 
su una vita in continuo crunch.

C’era chi cercava il gomitolo da sbrogliare
tenendo in primo piano 
i bagliori di bistrot e maison.

                 Resurget  Cineribus 

restava sulla lapide di Endrius
dove neanche il mattino riusciva a illuminare.

Gli ultimi gradini di Palace Avenue
avevano zerbini di yuta per i viaggiatori d’Oriente.
Ciò che Verner disse al circolo francese
fu il revival su Josephine Beauharnais,
la femme militaire di Robert Lowell.

10     

Se n’è andata la quarta stagione
ed è stato un bene non averla ancora tra noi
dopo aver abbattuto finestre e porte.

A volte ti telefono
per sapere se ti sei nascosta
dopo le scorribande di gennaio
e se gli anni passati tra necrologi ed elegie
abbiano fatto in tempo 
a indicarti Le cinque vie di Sant’Agostino.

I sassofonisti di Natale fanno 100 scale
per arrivare al Big Ben.
Gli altri integrano la vita 
con le visioni di Baba Vanga.

Nessun rumore nella notte.
Una poltrona per tre, io, tu e la tristezza.

Domani sarò ancora corpo e anima.
In origine avevo un’altra idea.

Ti indicherò le Figure Retoriche
che danno costruzione al senso.

Si chiama Staffetta il dog donato da Genziana.
Così avremo modo di tenere a bada
i mesi bisestili e i trucchi di Donovan.        

11

La strada non aveva corridoi laterali
portava al Museo d’Arte
con design di Enrique Norten.

Domani riprenderemo il viaggio 
senza aspettare le costellazioni dal cielo.

Questa notte Vanderbit sarà cucitrice di erbe 
e primavere scomparse.

Ai Dialoghi di Kramer andremo  
senza essere players della letteratura.

L’ultimo numero di Chi c’era col vento
fu fermato dai Natives di Oklahoma e Love Play.

Le promesse di Pasqua arrivarono a Taiwan
con sushi e haiku.

Ti passerò il caveau se non perderai la chiav
su Essere e Tempo.

Tu, almeno, inventami un mondo,
lasciami il codice senza HD e smartphone.

12

Non bastavano gli antidepressivi
per ridurre To be or not to be.

Occorreva l’insieme delle coordinate universali
per agganciare la latenza della verità
nell’autoriflessione dell’ES.
 
A monte c’era sempre una storia
di Romanzo Criminale.
Larry era il miglior follower
che vagheggiava con Georgia on my Mind
aspettando La Place de l’ètoile
di Patrick Modiano in un viaggio di fortuna. 

Quello di Janet non fu mai un amore vero.
L’incontro con Nietzsche
si risolse con Lyon e le storie da brivido
finito il new day con Anna Politkovskaja.

Tu scrivi che passare il Delta e il Mekong
sia la distanza più breve del pensiero
che possa unire tempo e spazio, 
ma se li guardi da vicino 
diventano presenze mute
come anastomosi e apofisi.
Cigola la porta di faggio antico.
La zona living ospita il nuovo kit
di specchio ovale Shade Mirror.

Anche Puffy ha un suo habitat 
con crocchette Morge di Famila&Company.

Sono anni che Nora studia l’evoluzione della specie
facendo sosta su Easy Breezy e i piccoli crimini.

13

La casa era da ristrutturare
con cappotto termico per risparmio energetico,
rifacendo le stanze da Décor italiano,
un nuovo box doccia e vasca da bagno Jacuzzi,
caloriferi Piazzetta tipo Easy Life,
infissi Salamander con triplo vetro di Murano,
chaise longue in legno marino
e divani Minotti per le serate reading,
confetti per la laurea al figlio Andrea
erano gli eventi che Meredith ci raccontò
una sera di novembre sulla privacy di Annalisa
dopo che la stufa non dava più calore
e Madame Droupet si occupava dei superstiti
portando via gli audiovisivi degli U2 e dei Led Zeppelin.

Non c’erano appunti di ricette foods,
ma foto di Hanoi e Guadalupe.
Anni di dopoguerra
con il Welfare mai andato oltre il check-in
e una policromia che ricordava
il design des Arts Décoratifis di Parigi
e i tacchi alti di Lady Gaga.

Nessuna affinità con le semiculture,
ma tappi per gli acufeni
modernizzati con micro restyling
e l’identikit di quanto lei era una New Girl
col profumo Dior.

14

Clark aveva una baita con Mary Baby.

Alla fine degli anni 70
riuscì a ornare gli interni con uno scriptorium
per un romanzo sull’oggettività.

Kendy cercava Marylin a Mumbai
dicendo sempre le bugie quando muore qualcuno.

Finito l’inverno 
ci sono nuove mappe di Shopping Experience
sulla copertina Smile ed Happy Good.

Ho allergie ai fiori di campo
sperando che finiscano presto.

Sei mai andata da Jung?
Il rapporto con la donna delle nevi
ti portò allo Champagne Moet 8 Chandon.

Ripensammo ad Halloween
e alla tintura sui balconi.

Cambia selfie.
Non sei più quella di una volta.
Il Get Started Kit funziona giorno e notte.
Il racconto di un anno è passato 
senza lasciare traccia ma bouquet
ai compagni di viaggio.

15

Alle 18 Carroll esce di casa
facendo shopping di Fruit Loops.
Cercare qualcosa negli stands
che non fosse soltanto design 
era nel suo romanzo Hotel a New York.

Vivo con Berenice nella casa dei ricordi
dopo che Henry è rimasto a Londonderry
e Miss Wonder confeziona baguette
per gli sfollati del Medio Oriente.

Non sempre il calendario porta oroscopi erotici
ma Gourmet di chef’s table fuori da ogni bloody Friday.
Verrei volentieri per un picnic 
anche se ho in mente Il Brooklyn Fare 
e l’Espalier di Boston
con qualche indirizzo che non ricordo.

Un incendio si può sempre domare
ma un romanzo in prescrizione no.
Tienimi informato di quel bacio sotto il baobab.
Hai visto Susan battere i tappeti?
è una donna multiservice
quando la chiamano dalla RSA
di Villa Serena, in via Largo dei Pini.
Si può sfuggire al Nihil facendo un Selfie.
Vorrei chiamare Ginsberg con un Urlo,
ma c’è in giro un hardcore punk 
come un legame di sangue.

16

Gli unici a soffrire per la pioggia
furono gli steli di peonia
mentre la vespa muratrice
se ne stava con l’ortensia 
come i fiori nelle serre.

In fondo non abbiamo subito danni,
né rifatti gli scantinati.
Lisa dal quinto piano
chiedeva di Julien
e della sua cosmetica orientale.

- Se tu la vedessi ora-, disse Mamma Rose,
-pensa a quanti passi dovrà ancora fare
dopo le maschere di All Day Year di Sisley.
Non ho un account su ME TIME
per scoprire il Velo di Maya.
Nella sua lettera ad Award,
Victor si scusò del mancato ritiro del Premio
Detoxing architecture. 

Sono tornate le tossine!
-Vedi Sisley,
nonostante i confini siano labili,
fai la cosa più giusta: 
lascia tutto al The Magic World of Boys
per un viaggio alle Bermude
con i prezzi così pop 
da affrontare qualsiasi Motel.

17

Snyder rifece l’immobile
con un nuovo progetto.
Negli armadi trovò la lettera di Melina
che indicava il vestito dell’ultima ora
e la via degli Ontani
dove desiderava giacere per sempre
consapevole di essere nata per morire.

Inserimmo il frammento nel taccuino 
per seguire il design della nuova casa
con una zona living di mobiletto High Table.

Il labirinto dell’esistenza 
era diventato insopportabile
per via delle rapine del cielo
che lasciavano forme, segni,
e la data della iconografia 
nell’album di famiglia,
punto di contatto con il Vuoto,
di un atto contemplativo
in costante loving couple.

FOR SALE era solo per i mobili
di alta gamma Roche Bobois e Paul Gaultier
per riportare in superficie la natura della fine.

18

Segreti e ipocrisie stavano alla pari 
nella notte più lunga dell’anno.

Un giorno ti svegli e manca qualcosa:
il prontuario terapeutico abbandonato chissà dove,
il volume di David Grossman
sul n.151 di Robinson lasciato la sera prima
con le virtù femminili su tematiche lessicografiche.

Aveva ragione Daimon con le amicizie GenZ
il meno che potessero articolare 
sulle diversità della vita. 

Uscimmo dallo store
con Puffy a guardia dei barattoli Monge.

Successe tutto all’improvviso 
col Genderless makeup.

Domani la Tribal Art realizzerà 
il viso di Nency imitando Monnalisa.

Tu, portami lontano dallo tsunami,
fuori dal volo dei fenicotteri 
nei primi mesi dell’anno cinese.
Qualcosa si mise contro
come un albero lungo la tangenziale
lasciando i capitoli del Bing Bang,
tra macerie e ipotesi, 
e la versione in double face 
dei versi su il giudice Arnett e il dottor Meyers
con i loro epitaffi. 

19

Non occorreva leggere Homicide People.

Ciò che sorprendeva 
era il tempo di esplorare 
le disuguaglianze identitarie.

Il tuo dissenso era diventato un cardiopalmo 
aspettando Maleficent-Signora del male
nel declino dei R.E.M.
con l’avvento di altri sounds.

Tornare al passato 
significava muovere le polveri magiche
in una serie di foto fantasy.

Raccontare le periferie con le storie 
era come aprire una porta
a nonna Eliodora e a Joseph scomparsi.

Qui i giorni passano senza check in.
Dimmi solo se il Day my Day
è motivo di rimanere a Boston
dimenticando il tempo di My Way.


20

Sei rientrata nel tunnel rinunciando alle lampade 
che non aprono cieli, né viaggi Overland.

Benny lasciò Katrina annoverando
nei giorni di lettura le Illuminazioni.

Sulle panchine lasciammo fiori
perché non si trascurasse nulla 
neanche le macchie sul viso di Beddy
inumidito di Luminys Touch.
 
Ci dissero di non dire Buonanotte a Billy
che di sermoni ne conosce più di padre Mill.

Se non chiuderemo stasera porte e finestre
qualcuno ci dirà come si cambia l’anima 
senza fazzoletti di seta e Phisycal Graffiti.

Nel Paradiso delle Signore è entrato Sweeney
con il frastuono dei liutai la vigilia di Natale.

Sonny corre sempre dei rischi quando lascia la città 
per entrare nei borghi antichi.
Il giorno di Pasqua cademmo sul selciato
avvertendo dopo un mese i segni dell’artrite.

Trasuda il volto di Ricky Boy
di fronte all’Universo che si espande.
Non ci sono versi per zittire il London Park.
Un’ora e 43 minuti è durato
il documentario Le stelle non sanno parlare.

La signorina Lucy McLein è andata da uno psicoanalista
a dirgli di farla finita col Fenobarbital.

Nella ricorrenza di Ognissanti diremo ad ognuno
di darci una mano dopo il check in.

21

Il gelo non lasciò fiori ai clivi erbosi.
Ricondurti al Gran Galà
era uno degli account su playlist con i visi hollywoodiani
di Keira Knightley e Scarlett Johansson
per non lasciarti con le preghiere di Padre Ray.

La location non è ancora definita.
So che conti i giorni 
e niente è più giocoso come prima

pensando a una lettera alla famiglia 
per non perdere i legami di sangue
e gli archivi di storie shock al St.Mark’s Place, 
dopo la strage della Columbine High School. 

C’è da fare solo l’ultimo miglio.
Reggere alle app controsenso.

Ti disturba il mio violino? 
Penso,
così scrivo, 
suono,
batto le ciglia ascoltando Shostakovich e Beethoven
e niente di più che tu voglia
se non riaccendere le giornate flirt e di bourbon.

22

Mi hai salvato dai giorni di brossura
lontano da ogni recrudescenza.

Nel reading di Monza
Coleman parlò di Ruth e dei disordini sociali.
Il futuro era già nel Mittle Group 
come selfie virale.

Apparve la tabella dei fuoriusciti con coverstories.
Un vernissage di black days
si fece strada a oscurare la realtà.
Alla Sagra dei Misteri 
Mitov incluse anche Daimon senza Alleluia
non confessando nulla a Padre William.
Ci siamo allertati alla prima neve 
per non deludere Santa Claus
aspettando la rivincita del sole
e il ritorno delle colombe.

Questa notte è venuto a trovarmi Eliot 
dicendo di passare per La terra desolata
fino a quando non matureranno le viole.

Dove l’autunno incise il giardino
lì mettemmo una croce di ferro.
La nostra morte non è citata dal Times, (Eliot)
eppure ogni pagina è dentro di noi.

Le nuvole diventarono bianche
come bandiere all’aperto 
per sconfiggere la bruma.

Negli occhi c’è una colomba che svolazza
sulle Novelle del bosco ombroso
e in The very thought of you di Billie Holiday.

23

Alex citò le coverstories
nella relazione annuale al St. Mark School.

Un’estate senza tour è come un inverno 
privo di graminacee.

I migliori ristoranti li abbiamo visti
a Bangkok con i pad thai.

Le tentazioni si aggiungono ai peccati.
Meglio sdraiarsi sui divani rochebobois
e attendere la luce dalle tue caverne.

Svegliarsi una mattina
e non trovare i nostri 17 anni.

L’estetica muta con i social network e i selfie virali
perché siamo quello che siamo
con i boys abbattuti dal futuro
e la Trilogia di Kent Haruf.

24

Restiamo nel solarium
ora che il falco pecchiaiolo non ci disturba più
e il Time ha alleggerito il peso dell’inverno.

Chi ha i giorni contati
ha pure una new wave.

Mahmood ha lasciato l’Africa.
Non puoi sempre dire - Oh my God!
Di cosa hai paura?
Dovrò pure fare una sintesi 
di come Malika Ayane abbia scritto Ansia di felicità.

La ragazza che fece l’occhiolino
conosceva l’alfabeto Morse.

Aiutami a uscire da questo ghetto.
Solo così avremo l’attenzione di Jodorowsky
senza Star Wars e mister K.

25

Hai custodito la collana Grain De Café di Cartier
per ogni brand nuziale offerto con le App.
Senza andare nel fondo dell’anima
e scivolarci dentro come sulla neve
a Madonna di Campiglio,
mi faresti un don
se ti attaccassi alla poesia buffet
con tutte le madreperle del pensiero
fino al metalogismo.

Chi manterrà il collare a Puffy
sentirà anche la leggerezza delle stagioni,
per rinascere dove la terra è inaridita.

Kiko ha presentato un 3D
con 10 colori da tavolozza Mirò.
Inutile pensare ad un american dream
se non hai uno story-board 
come inquadratura da Stanley Kubrick.
La strada per tornare a casa ha bisogno di espatri
non appena cambia il sole.

Mi fotografo così come sono,
come appaio e mi dissolvo.

Metto all’asta il Deuteronomio
mentre le parole si fanno fiocchi di neve
e il futuro è uno scenario alla Bradbury.

26

Non è stata una bella coverstory.
Il D for Women in Stem ha aumentato 
le connessioni con i brokers
portando nella top list dei brand
richieste più incisive e funzionali.

Ne sa qualcosa Dorothy 
quando le dico che non conviene abbandonare
il rapporto con benessere e cultura.

Franco Ascani promette viaggi con la MSC crociere
lasciando l’area 51.

Mi distraggo quando il tempo diventa una tortura
come nel thriller Antebellum.

Colleziono boccettine di New Holiday Gems
per evitare stagnazioni da life style.

Il meglio è capire perché siamo qui,
discutere con Selly sul male oscuro.

Penso ai turisti nel castello dell’Oxfordshire
che hanno scelto di fare il tour in UE.

Ho sempre negli occhi il colore delle ombre
diventare Espressionismo Astratto o di replay 
da Le passage de commerce Saint André di Baltus.

Mentre seguivamo la serie di Telegram Express
la pubblicità occupò spazio
con the fragance for her di Narciso Rodriguez.

Cosa che capita tutti i giorni è andare allo store 
a chiedere se hanno i prodotti AI
e il Botox come Zoom effect sul tuo viso.

27

Mi scrivi da Norfolk
che ogni stagione è un riflusso 
di contaminazioni esistenziali.

Temi le arcate ombrose,
le fratture del Tempo, 
i distici privi di luce.

Ho provato a darti un passaggio 
come consolazione temporanea
verso le stazioni più ospitali
cancellando dalla mente
gli ossidanti molecolari,
le insonnie devastanti,
chiamali come vuoi:
indagine sui punti cardinali
mai risolti con Fede e Ragione.

Nessuno sa che sei nel Minibook
con i nomi di Wanda e Shirley,
Sissy e Alejandra, 
nemmeno tu che chiedi chi sono queste girl.

Il full up resta nel digital marketing
dopo i capitoli di Psicostasia di Max.

Dovrò rivedere gli appunti del dottor Mill
per ridurre la fibromialgia.

Penso a Lilian Blok
e al Gran Galà d’Orleans.

In questi giorni di frattura 
resto con Instagram e le polveri dal cielo.

Brutta serata col heavy metal.
Non ho nulla da inserire nel Work Diary
se non i tuoi viaggi in Medio Oriente
dopo le frane in Valtellina.

28

Non si fermano i social network
né le stagioni dell’overturism.

Appena avremo i modelli Zoom friendly
penseremo ad un look
senza seguire il guardaroba digitale.

Hogan è uno scrittore noir
 che punta tutto sulle politiche di Equità.

Avanza il Pensiero debole.
Si stabilizza la poesia Buffet.

La casa è diventata come tu la volevi
con arredi vintage e pattern vibranti,
dopo aver messo nel jukebox
la voce di Gloria Gaynor e Billie Holiday.    

Non è ascoltando musica new age
che si cancella il passato.

Vedere oggi il tuo lifting facciale 
è rimettere in lista l’età perduta.


Trafficare in nostalgia
è aprire un videogame.

Quando ti svegli
non hai altro che rassegnarti al grande Crunch
e al Medical Time.

Gli spettri sono sempre gli stessi.
Inutile chiamare i globusters.

Di una villeggiatura siamo certi
quando verrà il pickup.
             
                         













29

I
Come stanno le cose baby?
Hai provato con le immagini finte?

Tu sei sempre una ragazza Woodstock.
C’è un pensiero che travalica il monte
per riportarlo in un altro stile su Instagram.

Abbiamo trovato foto 
che aiutano a ricordare le persone.

II
Qualcosa è successo a Princeton.
Non sappiamo nulla dell’evento,
ma il contatto, a ring aperto, 
ci ha fatto ricordare Willy.

Puoi esibirti ogni volta che inventi un piercing.
Non trovi mai la soluzione.
Hai bisogno di modificarti.

Ti muovi con le lingerie
quando l’utopia di Cusack smette di funzionare.


Devi aver perso al bricolage
se Emerson ti ha ridotto le candele.

Il fatto è che se guardi allo specchio
sembri due persone diverse 
e non so con chi parlare,
a chi dire bugie e verità,
così ti metto in fotocamera 
con un selfie sulla vita.

III
Mangia, prega, batti cassa,
per un sorriso alla civetta.

Qui è ancora Coro da l’acqua
per voce sola che si espande,
 si allarga in cielo e in terra,
in ogni luogo e habitat,
se mai ritorni a ciel sereno
a cercare il calice di Cristo.

C’è solo l’annuncio Wanted nel tuo Menabò.
Fluttuante senso delle trasfigurazioni
torna la mialgia a notte fonda.
Domani cureremo l’Alfa Amilasi e la bilirubina.
Immagino che alla fine sarà solo un comfort food
per non finire schiacciati dalla neve.