INEDITO DI MARIO M. GABRIELE

Non è proprio una bella giornata, Edmund,
se oggi il colore bianco è uguale al nero
e il silenzio è un chiasso  nel cielo di settembre.
Fuggono le Erinni,
qualcuna resiste sul picco  del Matese.
Ci hanno stancato le braccia,  le gambe senza osso.
Statico è l’occhio di Averna,  fisso alla finestra
a guardare chi è fuori e dentro il tempo.
Forse un addio dovevamo dirlo  a Sullivan
quando partì per Burkina Faso.
Se ripenso  a Joyce
torna Molly Bloom,
donna pretty come in To mother di Lowell
quando ne fece un quadro underground,
così pure per Josephine Beaubarnais,
la femme  militaire
sulla soglia del dolore e della dolce vita.
Pretty, ma se fosse così anche la morte
le regaleremmo un vasetto Revitalift
sulle rughe del viso.
Con queste vendette del tempo
non andiamo al di là dell’Ipermercato,
con i coupons  e Postepay a comprare
tutto il buono del Paese e le valigette
con colori a cera  e acquerelli,
per dipingere di nuovo il Mondo,
bianco e senza macchie,
come  il picco alto di Annapurna.    

 

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