EVELYN – DI MARIO M. GABRIELE

Sul personaggio Evelyn, riportiamo qui un commento di Mariella Colonna, pubblicato su L’Ombra delle parole di Giorgio Linguaglossa:

4 settembre 2017 alle 18:24

Devo molto alle poesia di Mario Gabriele: vedi, il personaggio di Evelyn, nasce da una serie di raffinate connotazioni, direi pennellate che Mario sa dare con grande maestria non soltanto ai personaggi, ma anche alle atmosfere, ai climi sociali e letterari in cui si muovono, a volte ho impressioni di “dejà vu”, di stare insieme alle dame che lo accompagnano nei pomeriggi e nelle sere dell’intrattenimento mondano, tra the e Mostre d’arte, dame tratteggiate con simpatia, ma talvolta sferzate ben bene con l’arma, sia pur gentile,dell’ironia con cui si difende perfino da impercettibili sfumature di sentimentalismo..
Grazie, Giorgio, del tuo stimolante e anche divertente commento! e Grazie a Gabriele, che spero gradisca l’interesse di Evelyn per lui! Mi raccomando, Mario, non farla soffrire, se ne hai l’occasione, offrile almeno un the freddo…
Mariella

….

Evelyn parla con le amiche della sua casa a Willowbrook.
Hooper ha un locale di Netbusiness.
Evelyn e Hooper non si parlano più.
Ma  a vederli per strada,
hanno storie diverse  da raccontare.
C’è chi dice che Hooper avesse un progetto ambizioso:
salvare Venezia dalle acque alte,
e  poi tornare a Jacksonville.
-Hooper, Hooper, non è certamente cosa buona
buttare al vento la fortuna- disse un giorno  Evelyn,
lei che durante la vita,
e per tutto il tempo rimasta a Willowbrook
sì è ritrovata alla fine con qualche spicciolo o penny.

(…)

Dato per certo (a meno di nerissime congiure),
che riceverai col mail-box delle 15,
e non prima di Natale il mio libellus
al quale ho già dato un titolo in francese,
tanto che neppure Daisy avrà a dolersi del ritardo,
sempre se frane e alluvioni non chiuderanno i valichi cisalpini
e le perturbazioni in Medio Oriente
non prolungheranno le morti in terra di Giuseppe,
ti pregherei, Evelyn, d’ora in avanti,
di fare a meno dei tuoi maquillages,
se pure già qualche epitaffio su di noi starebbe bene.

Ricevo posta  dopo giorni di silenzio
su queste baite di montagna che soltanto a vederle
sembra impossibile pensare al freddo e all’inverno
come a due furiosi nemici  che devastano alberi e valli.
Due lettere sono qualcosa di speciale
quando si è soli e non c’è nessuno con cui parlare.

Evelyn
scrive  che sopporta assai bene le fatiche del giorno
più delle ricorrenti cistiti e delle dure apnee notturne,
che le mettono addosso sudore e paura,
ormai certa che tutto finirà
là dove riposano suo padre e sua madre.

Hooper
fa capire che sniffa ogni tanto polvere dalla poesia
e non disdegna di bere boccali di malto scozzese
quando si ferma a Shaffhausen per affari di borsa.
Due lettere sono come due colombe venute da lontano
a portare, nel bene e nel male, notizie di vita assai brevi
come quelle di Evelyn e Hooper vicini alla morte e al poggetto.

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