Inedito di Mario M. Gabriele

Una vetrina di modelli standard 
lungo la Berlin-Friedrichstrasse
e turisti sulla panchina
con tazzine da tè in porcellana di Weimar.

Un’immagine collettiva riportava 
i cioccolatini Schaarschmidt,
la lacca per capelli Rofra spezial,
e le collane in nero come la Spektrum
con i poeti Babel ed Erenburg.

Le verruche nella notte di San Lorenzo
apparivano dopo il trekking sulle Alpi apuane.

Marina scriveva agli amici
per dire che era finita
la materia dei sogni di Martin
come simbolo, schema e immaginazione.

Ho detto a zia Adelina di restare a casa
a seguire il digitale terrestre.

Vedo i vicini pulire le scale,
mettere i fiori lungo il passamano.

L’ Associazione Night and Day 
non aveva più il croupier.

Vacci piano, Bennett,
questa è sempre la notte di sax e pop art
e non lo status symbol della DDR.

Per un attimo ho pensato al Golden Gate
tanto per uscire dal ghetto, 
tenere gli occhi all’asciutto,
passare a Padre Mill e ai bouquinistes
le lettere di San Paolo agli Apostoli.

Berlin-Friedrichstrasse

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2 commenti su “Inedito di Mario M. Gabriele

    • BRAVO! HAI CENTRATO IL PUNTO. SONO I GHOSTS CHE STANNO DENTRO DI ME E CHE OGNI VOLTA SI ESTERNIZZANO CON LE LORO VOCI CHE IO TRADUCO IN FRAMMENTI. SONO IL PASSATO, TUTTO CIO’ CHE HA MARCATO LA VITA LASCIANDONE I SEGNI, L’IMPERSCRUTABILITà DEL FUTURO, QUELLO CHE ERA NOSTRO E CHE ORA NON C’è PIù. AD OGNI GHOST GLI HO CONSERVATO UN POSTO E UN RICORDO. TUTTI SONO PRESENTI A RICALCARE IL LORO TO BE OR NOT TO BE.

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