CROSS-CUTTING

Un profilo autentico della poesia italiana del Novecento si può fare solo tenendo disponibili tutti i canoni estetici redatti dalla critica   recuperando le omissioni dei poeti non antologizzati e restituendo ad essi la loro visibilità, fuori da ogni azione di pulizia etnica, e di vendetta personale di squadrismo letterario, che lasciano poche possibilità d’accesso a chi ne ha titolo e merito. 
I guastatori di antologie continueranno a disinformarci in ogni caso, come spesso accade per esibizionismo e attacco a chi propone diversamente un linguaggio innovativo, privo di qualsiasi enfasi e depistamento. Ciò che avevamo creduto come una nuova poesia pubblicizzata su Blog e Riviste, è in realtà un attivismo estetico di scarabocchi surreali fatti passare come la migliore ricerca poetica. 
Nella poesia italiana del Primo e tardo Novecento molte sono state le antologie prese in carico dai maggiori critici della letteratura italiana, magnetizzati dalle case editrici Mondadori, Rizzoli, Einaudi e Feltrinelli. Ne sono testimonianza gli interventi estetici di Bettini e Muzzioli, di Guglielmi e Pedullà, di Giuliani e Luperini, di Porta e Anceschi, tanto per citare alcuni critici e le Riviste Alfabeta, Tam Tam, La parola innamorata, Il pubblico della poesia ecc.
I movimenti poetici, che più hanno influito a determinare un maquillage formale, sono stati quelli del Gruppo 63 e 93, ossia le neo e post avanguardie, volte a determinare una decostruzione del senso di cui ancora oggi si avverte il ristagno.
L’Editoria minore degli anni Settanta e Ottanta produsse pubblicazioni che non avevano nulla da unificare con l’arte poetica, tanto da far dire a Marina Cvetaeva su Almanacco dello Specchio n. 4- 1975, che “l’arte è come la natura: non cercate in essa altre leggi all’infuori delle leggi sue proprie (non l’arbitrio dell’artista), che non esiste, ma appunto le leggi dell’arte”.
Ciò che si riesce a reperire nel primo ventennio del nuovo secolo  sono le proposte strutturali come il frammento e il distico visti nella loro discontinuità linguistica fatta di implantologia dai diversi  elementi in grado di miniaturizzare il “trapianto” in un unico corpo, riportando alla luce la materia stessa necessaria per il disvelamento del testo.
Considerare questa rete di rimodulazione, presupponendo per un istante che il frammento è il transitorio elemento del dire linguistico, significa dare infusioni vitali per esistere al di là di ogni naufragio della parola.
 Da cosa partono le riflessioni sul rapporto tempo-spazio? Proprio dalla percezione della realtà che non è mai unica e monotematica, ma che crea universi unicellulari e ologrammi riproducenti larve, tracce, segmenti di vita uniti da cerotti linguistici. 
Uscire dalle ibernazioni di certa letteratura novecentesca, diventa un evento prioritario con l’immissione di trasfusioni lessicali di diversa provenienza, in armonia con ciò che è il linguaggio contemporaneo collegato a varie fenomenologie. 
Viviamo nel Terzo Millennio, tra parole in continua fibrillazione e attecchimento del linguaggio, i cui termini corrispondono all’azione del nostro volere e della nostra capacità di accettarne la forma.
Questo tipo di poesia si aggancia a diversi elementi operativi che danno l’esatto valore all’espressionismo linguistico, senza alcuna connessione con l’elegia. Il tutto nasce dalla necessità di procedere alla trasformazione della struttura per non rimanere nel suo carattere riduttivo e afasico.
In Italia, ciò che più caratterizza la poesia di oggi è il grado di permanente instabilità estetica, con effetti provenienti da proposte  che alterano Letteratura e Cultura, dove la critica non manca nell’inserirsi, come nicchia da outlet, optando per la “lingua tagliata “per dirla con Canetti”, continuando a fare propaganda restrittiva e multimediale, e chi non vi si adatta corre il rischio di essere buttato fuori da un sistema che non accetta obiezioni, specie quando si entra in un Blog il cui gestore è come un bodyguard a difesa del suo Club Cultural Pop.
A realizzare le ricariche poetiche si immette la poesia kitchen o buffet con tutte le variazioni antropologiche. Scrive Gilles Deleuze:”Risulta evidente che, fra tutti quelli che fanno libri con intenzione letteraria anche fra i matti, pochissimi possono dirsi scrittori”.
 Chi prosegue su questa strada crea un dossier poetico tutto per sé, autonomo e illiberale, ma che in realtà è il risultato di una dittatura linguistica, scapigliata e surreale, i cui collaboratori sono così sottomessi e vicini a Gli uomini soli di Eliot che “appoggiano l’un l’altro / la testa piena di paglia. Ahimé!
                                                                         Mario M. Gabriele

Qui si riportano alcuni testi inediti pubblicati su Poiesis e su altri volumi.
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1

Non è stata una bella coverstory.
Il D for Women in Stem ha aumentato 
le connessioni con i brokers
portando nella top list dei brand
richieste più incisive e funzionali.

Ne sa qualcosa Dorothy 
quando le dico che non conviene abbandonare
il rapporto con benessere e cultura.

Franco Ascani promette viaggi con la MSC crociere
lasciando l’area 51.

Mi distraggo quando il tempo diventa una tortura
come nel thriller Antebellum.

Colleziono boccettine di New Holiday Gems
per evitare stagnazioni da life style.

Il meglio è capire perché siamo qui,
discutere con Selly sul male oscuro.

Penso ai turisti nel castello dell’Oxfordshire
che hanno scelto di fare il tour in UE.

Ho sempre negli occhi il colore delle ombre
diventare Espressionismo Astratto o di replay 
da Le passage de commerce Saint André di Baltus.

Mentre seguivamo la serie di Telegram Express
la pubblicità occupò spazio
con the fragance for her di Narciso Rodriguez.

Cosa che capita tutti i giorni è andare allo store 
a chiedere se hanno i prodotti AI
e il Botox come Zoom effect sul tuo viso.


2

Mi scrivi da Norfolk
che ogni stagione è un riflusso 
di contaminazioni esistenziali.

Temi le arcate ombrose,
le fratture del Tempo, 
i distici privi di luce.

Ho provato a darti un passaggio 
come consolazione temporanea
verso le stazioni più ospitali
cancellando dalla mente
gli ossidanti molecolari,
le insonnie devastanti,
chiamali come vuoi:
indagine sui punti cardinali
mai risolti con Fede e Ragione.

Nessuno sa che sei nel Minibook
con i nomi di Wanda e Shirley,
Sissy e Alejandra, 
nemmeno tu che chiedi chi sono queste girl.

Il full up resta nel digital marketing
dopo i capitoli di Psicostasia di Max.

Dovrò rivedere gli appunti del dottor Mill
per ridurre la fibromialgia.

Penso a Lilian Blok
e al Gran Galà d’Orleans.

In questi giorni di frattura 
resto con Instagram e le polveri dal cielo.

Brutta serata col heavy metal.
Non ho nulla da inserire nel Work Diary
se non i tuoi viaggi in Medio Oriente
dopo le frane in Valtellina.

3

Hai custodito la collana Grain De Café
per ogni brand nuziale
che ti veniva offerto con le App.

Senza andare nel fondo dell’anima
e scivolarci dentro come sulla neve
a Madonna di Campiglio,
mi faresti un dono
se ti attaccassi alla poesia buffet
con tutte le madreperle del pensiero
fino al metalogismo.

Chi manterrà il collare a Puffy
sentirà anche la leggerezza delle stagioni,
il meglio del Prosecco Rosé
per rinascere laddove la terra si è inaridita.

Kiko ha presentato un 3D
con 10 colori da tavolozza Mirò.

Inutile pensare ad un american dream
se non hai uno story-board
come inquadratura da Stanley Kubrick.

La strada per tornare a casa ha bisogno di espatri
non appena cambia il sole.

Mi fotografo così come sono,
come appaio e mi dissolvo.

Metto all’asta il Deuteronomio
mentre le parole si fanno fiocchi di neve
e il futuro è uno scenario alla Bradbury.

4

Non si fermano i social network
né le stagioni dell’overturism.

Appena avremo i modelli Zoom friendly
penseremo ad un look
senza seguire il guardaroba digitale.

Hogan è uno scrittore noir
che punta tutto sulle politiche di Equità.

Avanza il Pensiero debole.
Si stabilizza la poesia Buffet.

La casa è diventata come tu la volevi
con arredi vintage e pattern vibranti,
dopo aver messo nel jukebox
la voce di Gloria Gaynor e Billie Holiday.    

Non è ascoltando musica new age
che si cancella il passato.

Vedere oggi il tuo lifting facciale 
è rimettere in lista l’età perduta.

Trafficare in nostalgia
è aprire un videogame.

Quando ti svegli
non hai altro che rassegnarti al grande Crunch
e al Medical Time.

Gli spettri sono sempre gli stessi.
Inutile chiamare i globusters.

Di una villeggiatura siamo certi
quando verrà il pickup.


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